Voce Amerindia

Tupy

News 19/06/2020

Grata aos profesores archeologos e todas comunidade tupy-guarany
do Brasil, por esse lindo e exelente trabalho.

VENEZUELA DENUNCIA BOLSONARO NA ONU POR NEGLIGÊNCIA COM A PANDEMIA

Il governo del Venezuela ha ragione, l’irresponsabilità del Brasile di
Bolsonaro può causare un grave problema non solo in Brasile ma in
tutti i paesi vicini.

Brasil supera 850 mil casos de Covid-19 e chega a 42.720 mortes

Bom dia Brasil!
Con il cuore a pezzi so bene che non sarà un buon giorno, poiché un’ombra
perversa è calata sul popolo brasiliano e non solo, su tutti
i popoli delle Americhe. E’ crudele che un popolo intero colpito dal virus dell’oppressione, della discriminazione e della povertà, a oggi vede aggiungersi anche l’incoscienza mortale di coloro che prendono solo, senza nulla dare.

Il Brasile tra il virus della pandemia e quello del neofascismo

Il Brasile è isolato, la solitudine del coronavirus soffoca il popolo oramai sfinito, nel mentre il lero-lero fascista diventa un fiume che scorre e con violenza porta via i cadaveri.

Quito, Ecuador.
Il popolo amerindio è un popolo fiero, reso poveri dal saccheggio dello straniero.

PARAGUAY. OVUNQUE IN AMERICA LATINA, INGIUSTIZIA E DISCRIMINAZIONE, QUESTO E’ IL RISULTATO DELLA MESCHINA
CIVILIZZAZIONE.

Un buon lavoro svolto con coscienza.
L’Incredibile e triste contrasto tra il lussuoso culto dei morti e l’indifferenza
verso i vivi di Cuzco, Perù.

News 29/04/2020

Per non dimenticare che le Americhe non sono state civilizzate, bensì colonizzate, e che i tupy e gli afro sono state le vittime predestinate del colonialismo Europeo.

https://www.youtube.com/watch?v=QY3WBoaZDrw&feature=share

Interessante documento: durante il governo Lula, per la prima volta nella storia, l’inflazione scendeva all’1,6 %, e il Brasile conquistava il sesto posto tra i paesi industrializzati.

Il Brasile e la sua feccia peggiore, la mandria di Bolsonaro, chiede la fine della quarantena, definendola greve nazionale mascherata da covid-19.

Per conoscere Lula; onestà e impegno per un Brasile migliore.

PRIMA DI GIUDICARE, CONOSCERE PER CAPIRE

IL POPOLO TUPY E’ STATO VITTIMA DI UN CRIMINE ODIOSO: UNA VERA PULIZIA ETNICA!

Prima della colonizzazione delle Americhe, l’area geografica che oggi chiamiamo Brasile era già abitata da sei milioni di persone, che si riconoscevano come guardiani della natura sacra; figli dell’albero, aggrovigliato sulle sue radici. Tuttavia però avevano lo sguardo puntato verso le stelle, dalle quali credevano di essere venuti.
Era un popolo con una struttura matriarcali, si riconoscevano nella filosofia cosmica e obbedivano ai sette pricipi delle leggi naturali.
Erano i Tupy!

Badate bene, alla fine del XV secolo, quando ci fu la scoperta delle Americhe, in Europa c’era l’inquisizione contro chiunque fosse sospettato di stregoneria. Proprio queste persone sono partite con la convinzione di indottrinare i selvaggi pagani senz’anima: e così sei milioni di persone sono state represse e sono scomparse senza lasciare traccia.

LE DONNE NELLA CULTURA TUPY

Nel XV secolo l’Europa bruciava vive le donne sagge accusate di stregoneria e confiscava i beni delle loro famiglie.
Al tempo stesso imponeva la sua civilizzazine a un popolo che si trovava dall’altra parte del mondo, un popolo che si identificava come guardiani della natura sacra: questi erano i Tupy.

Il loro ordinamento sociale era il matriarcato, dunque le donne avevano un ruolo di grande importanza, erano sciamane, curandera, consigliera sagge e custodi di una cultura da tramandare oralmente, da madre a figlia.

Gli uomini avevano dei titoli rilevanti, come lo sciamano pajè, il cacique capotribù, e morumbixaba, una specie di capo politico; tuttavia tutto rimaneva sotto la supervisione delle donne che custodivano il segreto delle erbe curative, delle conoscenze della semina e del raccolto. Inoltre realizzavano stoviglie di terracotta e praticavano la tessitura. Già allora avevano imparato a capire e isolare una sostanza tossica presente nella manioca, radice importante nell’ alimentazione dei nativi e dei coloni che arrivarono ed appresero dalle donne Tupy come
renderle comestibili.

Nonostante la cultura dei Tupy, vennero giudicati dagli europei come esseri selvaggi, a causa del loro attaccamento alla natura, e ignoranti, in quanto non usavano la scrittura; ma ciò che gli europei non potevano immmaginare è che in entrambi i casi si trattava di una scelta culturale, lungo una via spirituale alla ricerca della sacralità che dimora in ciascuno di noi e che il consumismo sfrenato l’egoismo e l’ignoranza hanno
contribuito ad oscurare del tutto.

I Tupy erano addiritura contrari all’uso della scrittura, in quanto sostenevano che nello scrivere una storia essa assume il parere di chi la scrive e può essere contraffatta, mentre la forza indistruttibile della cultura di un popolo è nella trasmissione orale: è stato proprio grazie a questi principi che la cultura Tupy è soppravvissuta allo sterminio di massa del suo stesso popolo.

Custodita in silenzio nel cuore di ogni madre, ha potuto traghettare tra sterminio, oscurantismo e proibizione, fino ad approdare nel terzo millennio. Per molte donne Tupy questa sfida è stata ardua, come è stata dura per tutti i figli della natura natura sacra; molti dei quali uccisi dopo essere stati legati al tronco dell’albero
che si rifiutavano di abbattere.

LA FIGURA FEMMINILE NELLA CULTURA TUPY: INTRODUZIONE

La Dea Jara Nuova

Leggende e visioni, sogni e realtà che si intrecciano in un unico scenario esposto sulla tela.

Attraverso i colori ed i simboli racconterò la sacralità della vita intrinseca alla natura, emtrambe legate dall’immenso disegno cosmologico già vissuto da ancestrali generazioni e oggi trasmesso tramite il ruolo della figura femminile: divinità che nella cultura Tupy avevano una funzione fortemente pedagogica piuttosto che di idolatria.

A causa del lungo lavoro di stesura dei testi, la mostra verrà presentata più avanti, nel frattempo con i quadri che la apriranno ho voluto anticipare l’obiettivo di questa ardua impresa, unica nel suo genere, un’importante documentazione su una cultura scomparsa, dove la chiave di lettura sarà il rispetto per quella che veniva definita “natureza sacrada”, ma più ancora in profondità vita, natura e spiritualità. Materiale di pubblico interesse che diventerà una vera e propria guida per tutti coloro che si trovano lungo il cammino, in viaggio sul pianeta Terra.

L’URLO DI DOLORE DEL CRISTO RISORTO NEL VEDERE LE ANIME INDIE SENZA NOME, SENZA VOLTO

urlo dolore anime indie

Leggende, visioni, sogni e realtà che si intrecciano in un unico scenario di vite vissute esposte sulla tela. Attraverso i colori e i simboli racconterò la sacralità della vita e della natura, entrambe legate dall’immenso disegno cosmologico studiato, rispettato e tramandato nella cultura Tupy.
Nel Giubileo della misericordia, la pressione internazionale è importante per spingere il governo brasiliano verso l’applicazione della demarcazione: un modo per riscattarsi delle tante ingiustizie e violenze che sono state inflitte agli indios brasiliani.
Questa mostra è un grido di giustizia, attraverso il quale chiedere la fine della persecuzione e della crocefissione del popolo indigeno iniziato nel XV secolo.
Dunque sono 500 anni di violenze, torture, istigazione al suicidio, stupri, persecuzioni morali, sessuali, fisiche, economiche e religiose. Un intero popolo sfrattato dalle terre ove viveva sin dalla preistoria, soffocato dalla cultura maschilista europea basata su una presunta superiorità culturale.
Come atto di misericordia chiediamo rispetto e il diritto alla vita e alle terre che sono state espropriate all’indio nel periodo della dittatura e che oggi appartengono al governo federale; ma in base ad una legge approvata dalla nuova costituzione nel 1988, queste terre devono ritornare alle comunità indigena però, nonostante la legge sia stata approvata, da oltre 20 anni giace in parlamento, vincolata dall’ostruzionismo della casta politica che nel frattempo hanno regalato o ceduto le terre, a un costo simbolico, a politici loro compari, amici e familiari, ai mass media (presentatori televisivi, attrici, cantanti) in cambio di favori, dunque la PEC non prevede di togliere le terre ai latifondisti per darle agli indios, ma sono terre dello stato federale brasiliano che per legge sono state assegnate alle comunità indigene, che a loro volta sono state ulteriormente raggirate e gli è stato impedito con la violenza di riorganizzarsi con l’autodeterminazione e riprendere il cammino interrotto dal sistema coloniale Europeo in quel nefasto e tragico 12 ottobre del 1492.