Voce Amerindia

Donne

IL LABORATORIO DI POESIA – UN SOGNO CHE SI REALIZZA!

Quello del laboratorio di poesia è un mio sogno che si realizza: un progetto semplice nato dalla volontà di trasformare l’indifferenza in solidarietà, e la solitudine femminile in complicità, libera da ogni vincolo ma in rispetto di ogni idea. E’ nato dalla volontà di mettere a disposizione delle donne le mie esperienze lungo un percorso di crescita personale di oltre mezzo secolo, vissuto alla ricerca di una risposta sulla spiritualità profonda come patrimonio di ogni persona, aldilà di ogni convenzione culturale, politica e religiosa. E’ un gruppo artistico che attraverso il linguaggio poetico mira alla trasformazione delle emozioni violente in pensiero positivo.
Oltre alla poesia useremo il linguaggio dei colori e dei simboli, e la danza sacra, come catalizzatori dell’energia cosmica che mi piace definire come espressione dell’anima!
Il laboratorio di poesia è un progetto artistico, un lungo cammino indirizzato verso la crescita individuale sul quale ciascuno può scoprire l’essenza profonda che ci rafforza, e nel contempo ci aiuta a riscoprire la diversità come valore aggiunto capace di sconfiggere l’ignoranza, l’egoismo e l’odio.
Il laboratorio di poesia non ha scopo di lucro, ragion per cui necessità della collaborazione di ogni singolo e di un luogo dove svolgere le sue attività.
Fino al mese di giugno 2017 ci incontreremo presso l’abitazione della sottoscritta, Poetessa Errante, ma poichè le adesioni sono molte per l’anno prossimo dobbiamo trovare una struttura più ampia, neutrale e accogliente, dove poterci trovare una volta alla settimana per confrontarci e migliorarci, e allo stesso tempo arginare l’avanzata della disumanizzazione in atto nella nostra società.

I QUATTRO PUNTI SU CUI LAVORA IL LABORATORIO DI POESIA

1) Creare complicità attraverso l’armonia del pensiero.
2) Auto-educarci alla trasformazione delle emozioni violente in energia positiva.
3) La Poetessa Errante si occupa di intuire ed amalgamare l’essenza creativa di ciascuna donna, e attraverso l’intima percezione dell’insieme, riesce a dare vita alla poesia di gruppo.
4) Attraverso l’educazione all’espressione poetica, arrivare a sostituire la cultura dell’ego con il risveglio della coscienza.

Per contattarci: mirandaluna49 at gmail.com

LA FIGURA FEMMINILE NELLA CULTURA TUPY: INTRODUZIONE

La Dea Jara Nuova

Leggende e visioni, sogni e realtà che si intrecciano in un unico scenario esposto sulla tela.

Attraverso i colori ed i simboli racconterò la sacralità della vita intrinseca alla natura, emtrambe legate dall’immenso disegno cosmologico già vissuto da ancestrali generazioni e oggi trasmesso tramite il ruolo della figura femminile: divinità che nella cultura Tupy avevano una funzione fortemente pedagogica piuttosto che di idolatria.

A causa del lungo lavoro di stesura dei testi, la mostra verrà presentata più avanti, nel frattempo con i quadri che la apriranno ho voluto anticipare l’obiettivo di questa ardua impresa, unica nel suo genere, un’importante documentazione su una cultura scomparsa, dove la chiave di lettura sarà il rispetto per quella che veniva definita “natureza sacrada”, ma più ancora in profondità vita, natura e spiritualità. Materiale di pubblico interesse che diventerà una vera e propria guida per tutti coloro che si trovano lungo il cammino, in viaggio sul pianeta Terra.

VIOLENZA SULL’ANIMA NERA

bambina nera

Dallo spazio senza tempo, l’anima scende nella
stanza ricamata in rosa, ove una bimba di colore dorme.
Anche l’anima è di colore, ella porta su di sé i colori
dell’arcobaleno, e irradia riflessi di luce su quel corpo
di bambina addormentato.
Osserva il suo debole respiro, il suo volto tristemente scavato
dalla fame, inflitta alla sua gente dall’egoismo umano.
L’anima vola via dalla sofferenza e si innalza come una
libellula in fuga dalla materia, oltrepassa la finestra
chiusa e sparisce tra la massa densa nel cielo contrariato
dall’ingiustizia incancrenita sulla terra.
Nell’attimo mi trovo solidale con quel cielo, e così allungo
le mie mani per toccare le nuvole, dietro le quali l’anima si
è nascosta; lascio che le mie mani accarezzino la massa
densa, nell’attimo in cui mi sento plasmata con essa, ora
anche io sono una nuvola nel cielo, che tra le nubi osserva
da lassù ogni violenza inflitta dagli uomini alle anime
bambine, alle donne, agli animali, alla natura e a tutte le sue
creature. All’improvviso sento una scossa, un fulmine mi
scuote il pensiero, mentre il tuono risveglia la coscienza
dell’umanità intera, l’anima mia si ritrova prigioniera
nella sagoma violentata di una donna nera!