Voce Amerindia

Autore archivio: Maria das Graças Rodrigues

Introduzione alle poesie

La poesia purifica l’anima e innalza l’individuo oltre l’apogeo ove dimora lo spirito.
Tuttavia le mie poesie non seguono un profilo grammaticalmente perfetto, ma io stessa non sono un modello di perfezione, dunque l’anima mia non accetterebbe l’ipocrisia come espressione nella narrazione del suo passaggio sulla terra di nessuno, ove il
più ricco è un povero saggio.

Attraverso le mie poesie narro la mia vita, è l’autobiografia l’essenza migliore dell’ego espressa dall’anima che imprimo nei miei versi permeati dal profondo amore per ogni creatura.

E cosi attraverso la narrazione di me stessa tolgo ciò che non mi si addice più e ogni volta mi ritrovo rinovata e migliore e dunque le mie poesie diventano un tesoro inestimabile poiché raccontano la vita, nelle sue svariate fasi.

Tuttavia per capire le mie poesie è bene armarsi d’umiltà e di libero pensiero altrimenti gli ottusi la troverano blasfema, gli intellettuali la troveranno priva di sensi, povera gramaticalmente e dunque inesistente e inconsistente.

Ma non importa se da subito non capiranno le mie intenzioni, con il tempo capiranno che le mie poesie nascono dal mio intenso vissuto confrontato con l’intima percezione dei vissuti di altri esseri umani, e dunque frammenti di vita di tutta l’umanità viste attraverso lo specchio dell’anima, perciò critica e pregiudizi non mi toccano, anzi li compatisco, perchè so che aldilà di ogni critica c’è l’essere umano smarrito nella logica incompleta d’amore e odio che traccio sulle
righe delle poesie a volte filosofiche, altre volte mistiche, oppure demenziali, tuttavia sono narrate storie di vite diverse affinché ciascuno di voi possa riconoscersi nei frammenti di vissutto narrati nei miei versi.

IL LABORATORIO DI POESIA – UN SOGNO CHE SI REALIZZA!

Quello del laboratorio di poesia è un mio sogno che si realizza: un progetto semplice nato dalla volontà di trasformare l’indifferenza in solidarietà, e la solitudine femminile in complicità, libera da ogni vincolo ma in rispetto di ogni idea. E’ nato dalla volontà di mettere a disposizione delle donne le mie esperienze lungo un percorso di crescita personale di oltre mezzo secolo, vissuto alla ricerca di una risposta sulla spiritualità profonda come patrimonio di ogni persona, aldilà di ogni convenzione culturale, politica e religiosa. E’ un gruppo artistico che attraverso il linguaggio poetico mira alla trasformazione delle emozioni violente in pensiero positivo.
Oltre alla poesia useremo il linguaggio dei colori e dei simboli, e la danza sacra, come catalizzatori dell’energia cosmica che mi piace definire come espressione dell’anima!
Il laboratorio di poesia è un progetto artistico, un lungo cammino indirizzato verso la crescita individuale sul quale ciascuno può scoprire l’essenza profonda che ci rafforza, e nel contempo ci aiuta a riscoprire la diversità come valore aggiunto capace di sconfiggere l’ignoranza, l’egoismo e l’odio.
Il laboratorio di poesia non ha scopo di lucro, ragion per cui necessità della collaborazione di ogni singolo e di un luogo dove svolgere le sue attività.
Fino al mese di giugno 2017 ci incontreremo presso l’abitazione della sottoscritta, Poetessa Errante, ma poichè le adesioni sono molte per l’anno prossimo dobbiamo trovare una struttura più ampia, neutrale e accogliente, dove poterci trovare una volta alla settimana per confrontarci e migliorarci, e allo stesso tempo arginare l’avanzata della disumanizzazione in atto nella nostra società.

I QUATTRO PUNTI SU CUI LAVORA IL LABORATORIO DI POESIA

1) Creare complicità attraverso l’armonia del pensiero.
2) Auto-educarci alla trasformazione delle emozioni violente in energia positiva.
3) La Poetessa Errante si occupa di intuire ed amalgamare l’essenza creativa di ciascuna donna, e attraverso l’intima percezione dell’insieme, riesce a dare vita alla poesia di gruppo.
4) Attraverso l’educazione all’espressione poetica, arrivare a sostituire la cultura dell’ego con il risveglio della coscienza.

Per contattarci: mirandaluna49 at gmail.com

L’ATTACCO DEI CONSERVATORI ALLA BORSA FAMIGLIA

Il Brasile oggi conta 204 milioni di abitanti. Da questi, il 47% si trova in stato di indigenza, senza la possibilità di trovare un impiego fisso, si arrangia svolgendo lavori saltuari mal pagati. Questa situazione ha spinto il presidente Lula, primo presidente ad essere eletto grazie al voto di questo universo di discriminati, a lanciare da subito un progetto denominato “Fame Zero”.
Questo progetto è stato riconosciuto dall’ONU, per il suo valore sociale, come il miglior progetto sociale mai esistito: consiste nel fornire un sussidio mensile alle famiglie, che a loro volta devono garantire l’iscrizione e la frequentazione dei figli a scuola, e attraverso questo progetto il presidente Lula nel suo doppio mandato e la presidente Rousseff intendono arginare la fame e l’analfabetismo in Brasile.

Il progetto, come accade con ogni cambiamento democratico in una società incancrenita dall’egoismo e dal privilegio dei pochi sulle spalle di una maggioranza discriminata, ha visto opporre molta resistenza tra i proprietari terrieri e la casta che gode dei privilegi, e hanno usato ogni mezzo per ostacolarlo. Per prima lo scontro con le organizzazioni legate alla casta, che si arricchivano grazie ai contributi esteri destinati a sanare la povertà. Il progetto è stato poi scremato, riaggiustato e perfezionato, eliminando l’adozione a distanza che assisteva solo una parte delle famiglie, creando conflitti tra i poveri “privilegiati” e quelli esclusi.
Poi le ruberie di alcuni comuni, i sussidi che non arrivavano alle famiglie, o che quando arrivavano venivano consegnati ai padri – e chi conosce i brasiliani sa della loro predilezione verso donne e alcool – che non lasciavano nulla a madri e figli. Per rimediare a questo adesso i sussidi vengono consegnati alle madri, e chi conosce la gestione delle donne brasiliane capirà che il progetto non poteva che decollare, e difatti così è stato.

Questa è una delle conquiste rivoluzionarie delle donne brasiliane, una spina nel sistema conservatore e reazionario di una cultura maschilista, che si è succeduta nel governo brasilliano fin dal passato, fin dall’indipendenza dal Portogallo.

IL DELFINO ROSA

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Boto, il delfino rosa, vive nelle acque del Rio delle Amazzoni.
Per le comunità india Boto è il simbolo dell’amore, ma ciò non è stato sufficiente a frenare la distruzione convulsiva dell’ego umano; oggi Boto, come tutte le comunità amerindia, rischia l’estinzione a causa della costruzione delle dighe che deviano i corsi d’acqua allagando interi villaggi: queste dighe servono ad alimentare le centrali elettriche delle industrie di allevamenti intensivi: le stesse che inquinano le acque, fonte di vita per tutte le creature che vivono nel e lungo il fiume
delle Amazzoni.

Nuova Pagina: Riflessioni

Piccola comunicazione di servizio.
Ho deciso di introdurre sul blog una nuova pagina, “Riflessioni”, nella quale saranno presenti dei frammenti del mio vissuto. Questo ancora prima di andare a inserire le mie poesie, perchè credo che solo conoscendomi avrete modo di riuscire a capire l’essenza profonda che desiderò donare all’umanità attraverso i versi.

LA COSCIENZA COSMICA

La Coscienza Cosmica

Questo quadro presenta un gioco di colori che evidenzia il simbolismo nel regno spirituale.

Il cerchio rappresenta il cosmo, senza principio e senza fine. La piramide nel mezzo è un simbolo alchemico che corrisponde al mondo di sopra; al suo centro l’occhio divino ci ricorda che la coscienza cosmica ha transitato per l’ultima volta sulla Terra nell’anno 2016, quando ha definitivamente abbandonato l’umanità prigioniera del suo ego, spinta all’odio e la violenza.

Con questi tre simboli alchemici è scritta tutta la legge cosmica, la base della cultura Tupy, fraintesa dai colonizzatori e distrutta, mentre il popolo stesso veniva considerato selvaggio. Tutt’ora in Brasile vivono di stenti, alienati, sradicati dall’appartenenza, privati della memoria culturale, lasciati ai margini della società che li considera un ostacolo al consumismo sfrenato che le lobby della finanza globale definiscono progresso.